Nelle scorse settimane, abbiamo dato spazio all'intervista con Andreas Fernandez, Assessore alla Transizione ecologica e digitale del Comune di Trento, che ci ha raccontato il valore strategico, dei programmi europei, i risultati raggiunti e le prospettive di una città che guarda all’Europa come orizzonte di crescita condivisa. Con questa intervista a Paola Penasa, funzionaria che si occupa di progetti europei per il Comune di Trento dal 2015, completiamo il quadro relativo alla partecipazione del Capoluogo alle opportunità europee.
Paola Penasa, dal 2015 ad oggi, ha contribuito alla redazione di ventitré progetti europei risultati vincitori di finanziamento, attraendo oltre sei milioni di euro di risorse, costruendo competenze sul campo e consolidando una rete di collaborazioni con consulenti esterni e gruppi di ricerca. Tra gli ultimi bandi vinti figurano Verkko, dedicato alla mobilità intelligente e alla sicurezza stradale, e Tisgrade, che sviluppa una mappa digitale in tempo reale del territorio urbano.
Come è nato il coinvolgimento del Comune per quest’area?
«Il percorso è iniziato nel 2014, in risposta a una sollecitazione del Consiglio Comunale, che aveva evidenziato la necessità di un maggiore impegno del Comune nella partecipazione ai progetti europei, con l’obiettivo di intercettare nuove risorse e aprirsi a pratiche innovative. In quell’occasione, l’Amministrazione individuò me e un’altra collega per avviare un percorso di supporto ai servizi in questa direzione a partire dal 2015. L’idea era quella di costruire una figura centrale con una conoscenza approfondita del funzionamento dell’ente, della programmazione e degli obiettivi dell’amministrazione, in grado di coordinare una struttura articolata. Ci siamo formati sul campo, sviluppando competenze passo dopo passo.»
Oggi, su quali figure professionali può contare il Comune di Trento per sviluppare i progetti europei?
«Attualmente, presso il Comune di Trento, è attivo un Ufficio programmazione, controllo e progetti europei, che coordina la partecipazione dell’Amministrazione ai progetti in questione, mentre i singoli Servizi comunali vengono coinvolti di volta in volta, in base alle opportunità e alla tematica specifica dei bandi. Fin dall’inizio, l’Amministrazione ha creduto nel valore di questo percorso, scegliendo di investire in una consulenza esterna. Alla fine del 2016 abbiamo individuato una figura esperta che ci ha supportato nella mappatura dei programmi e delle opportunità di maggiore interesse per il nostro Comune, facilitando il dialogo tra gli obiettivi del Comune e le opportunità di finanziamento disponibili. Parallelamente, abbiamo attivato collaborazioni con gruppi di ricerca universitari, offrendo ai servizi comunali la possibilità di partecipare attivamente ai progetti e, allo stesso tempo, fungere da “laboratorio” per realtà accademiche in cerca di esperienze concrete nel mondo dei finanziamenti europei. Nel tempo, questo approccio ha generato un processo autogenerante, tanto che la maggior parte delle candidature che il Comune presenta nascono da proposte presentante ai nostri Servizi da enti con cui abbiamo già lavorato in passato, o che hanno comunque potuto apprezzare il nostro “curriculum” nella partecipazione a bandi europei. Sul fronte della progettazione e della gestione amministrativa dei progetti, oggi l’Amministrazione ha maturato una certa esperienza, pur continuando ad avvalersi, saltuariamente, di professionalità esterne, per la redazione delle candidature più complesse».
Quali sono stati i principali ostacoli riscontrati?
«Una delle barriere più frequenti è quella linguistica: non tutti i colleghi hanno familiarità con l’inglese, e questo può creare resistenze. Inoltre, un limite rispetto alla capitalizzazione delle ricadute positive dei progetti europei, è rappresentata dai vincoli esistenti alle assunzioni presso i Comuni: questo ci consente di offrire esperienze lavorative interessanti, ma sempre a tempo determinato, con un orizzonte temporale legato allo sviluppo del progetto. Raramente riusciamo a trattenere le persone all’interno dell’Amministrazione: delle 12 assunte in passato, solo 3 sono rimaste. È un limite concreto, perché si costruiscono competenze che poi, purtroppo, si disperdono».
Come vengono individuate le opportunità a cui il Comune partecipa?
«La maggior parte delle opportunità progettuali arriva da segnalazioni esterne: al momento non abbiamo un’attività sistematica di ricerca, anche se la struttura si sta gradualmente evolvendo in questa direzione. Quando ci viene proposta una candidatura, il primo contatto avviene con me o con il servizio competente per materia; a quel punto avviamo una verifica interna per valutare la disponibilità del servizio coinvolto e l’allineamento con l’indirizzo politico, attraverso il confronto con l’assessore di riferimento. Seguiamo una procedura condivisa: si redige una relazione per la Giunta, si definisce il ruolo del Comune all’interno del partenariato e si imposta il coordinamento interno. L’Amministrazione ha sempre dimostrato attenzione e apertura, anche perché la delega ai progetti europei è oggi direttamente in capo al Sindaco. Una volta ottenuto il finanziamento, predisponiamo una delibera di Giunta e coordiniamo i servizi coinvolti nella costruzione della proposta, fornendo supporto amministrativo nella produzione della documentazione necessaria. In alcuni casi, l’iter è più semplice e si limita alla compilazione di piattaforme digitali. Attualmente gestiamo quattro progetti attivi, e presentiamo tra le sei e le dieci candidature all’anno».
Ci racconta i due nuovi progetti europei a cui partecipa il Comune?
«Lo scorso autunno hanno avuto avvio due nuovi progetti finanziati dal programma europeo Connecting Europe Facility (CEF): Verkko e Tisgrade.
Verkko è un progetto incentrato sulla mobilità intelligente e la sicurezza stradale. È il risultato del nostro secondo tentativo di candidatura con lo stesso consorzio: la prima non era andata a buon fine, ma questa volta è stata accolta. Il nostro primo progetto CEF risale al 2018, su segnalazione del Ministero delle Infrastrutture; ci ha permesso di entrare in un partenariato internazionale di alto profilo, con attori come le Autostrade Tedesche. Verkko si inserisce nel filone delle smart cities e prevede interventi come soluzioni tecnologiche per ridurre incidenti agli attraversamenti pedonali, monitoraggio dell’occupazione dei parcheggi; azioni specifiche sui parcheggi di attestamento.
Tisgrade, invece, ha un’impronta ancora più tecnologica: vogliamo sfruttarlo per creare una mappa dinamica del territorio urbano, dove siano visibili in tempo reale deviazioni, cantieri e lavori in corso. È uno strumento richiesto direttamente dal sindaco per migliorare il coordinamento operativo tra soggetti pubblici e privati che lavorano sul suolo pubblico».
Quanto è possibile trovare nei progetti europei una risposta ai bisogni reali del Comune?
«La partecipazione a progetti europei consente di sperimentare approcci nuovi, spesso diversi dalle pratiche amministrative standard. In alcuni casi è necessario adattare le attività del progetto agli obiettivi locali, mentre in altri casi si riesce a trovare una piena coerenza.
La sfida più grande è proprio far dialogare la gestione locale con le logiche europee, evitando disallineamenti tra la parte amministrativa e quella operativa. Tuttavia, col tempo, abbiamo affinato le nostre capacità e oggi riusciamo a cogliere le opportunità in modo più strategico. La rete di contatti costruita è uno degli elementi più preziosi».