Isacco Corradi, attuale Presidente della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri e Vicesindaco di Lavarone, dopo aver guidato lo stesso comune fino a maggio 2025, racconta l’esperienza del Comune nel campo della progettazione europea.
Quali esperienze in ambito europeo ha maturato il comune di Lavarone?
In un primo momento, il Comune di Lavarone ha intrapreso in autonomia il percorso di partecipazione a bandi europei, presentando una proposta senza supporto esterno. Tuttavia, sono emerse alcune criticità, e l’iniziativa non ha avuto esito positivo. Abbiamo quindi avviato una collaborazione con ALDA – l’Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale – una rete di comuni attiva nei rapporti con l’Unione Europea e specializzata nella consulenza e progettazione europea, grazie alla quale siamo riusciti a strutturare meglio le nostre proposte. Tra le esperienze più significative c’è sicuramente il progetto Creative Living Lab, un’iniziativa avviata prima del periodo della pandemia e finalizzata alla riattivazione di spazi dismessi, che ha rappresentato un momento importante per il Comune, permettendoci di costruire una rete di contatti preziosa collaborando con architetti con esperienza nella Biennale di Venezia. Negli anni successivi abbiamo continuato a lavorare in rete, consolidando le collaborazioni avviate e partecipando ad altri bandi europei insieme all’Associazione Forte Belvedere e con la cooperativa di comunità Green Land, con l’obiettivo di costruire un gruppo di lavoro stabile e competente. In questo percorso abbiamo presentato un bando come capofila, due bandi in qualità di partner, un ulteriore bando come capofila per conto dell’Associazione Forte Belvedere e collaborato alla redazione di tre bandi con la cooperativa di comunità, sempre in forma di partenariato.
Quali sono le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale a partecipare a progetti europei e quali benefici ritiene di averne ottenuto?
L’amministrazione comunale ha scelto di partecipare a progetti europei per reperire risorse necessarie alla realizzazione di iniziative che da tempo intendeva concretizzare. Allo stesso tempo, vi era l’esigenza di comprendere a fondo il potenziale delle opportunità offerte dall’Unione Europea e il loro valore nel raggiungimento degli obiettivi strategici del territorio.
La partecipazione di una comunità locale ai progetti europei può avvenire non solo tramite l’amministrazione comunale, ma, almeno per alcuni programmi, anche attraverso soggetti diversi come associazioni, cooperative di comunità o altri enti locali. A Lavarone, ad esempio, è attiva da tempo una cooperativa di comunità. Quali esiti ha avuto questa collaborazione?
Il Comune di Lavarone ha scelto di affiancare all’ente pubblico un soggetto giuridico che potesse fungere da braccio operativo dell’amministrazione, soprattutto per affrontare in modo più agile e puntuale alcune progettualità. In un piccolo comune, infatti, non sempre è possibile seguire in modo efficace la complessità dei bandi europei, anche a causa della carenza di personale o della difficoltà di avere funzionari con competenze specifiche e costantemente aggiornate. Per questo motivo è stata promossa la nascita di una cooperativa di comunità, che oggi è anche impresa sociale e comunità energetica, con l’obbligo statutario di reinvestire i benefici generati sul territorio. Con la cooperativa di comunità abbiamo partecipato a un bando Horizon di grande portata in collaborazione con FBK, e successivamente a uno SPOKE legato al PNRR, attraverso sei bandi a cascata con l’Università. In entrambi i casi siamo risultati vincitori come partner. Uno degli obiettivi specifici di questi progetti è stato quello di monitorare e analizzare i consumi energetici del territorio, mettendo in rete dati pubblici e privati per costruire una visione completa.
Quali competenze ritiene necessario poter contare per cogliere queste opportunità?
Una delle competenze fondamentali è la capacità di costruire e mantenere reti e partenariati stabili, un aspetto che spesso risulta complesso, soprattutto nei territori dove non esiste ancora una cultura consolidata del lavoro in rete. Grazie ad ALDA, siamo stati messi fin da subito in contatto con altri territori europei e con partner affidabili.
Sul nostro territorio abbiamo realtà di altissimo livello, come FBK, che però spesso ricoprono il ruolo di promotori e non di partner di comuni piccoli. Per un’amministrazione comunale, soprattutto di dimensioni ridotte, sarebbe invece utile poter contare su una rete strutturata di supporto, che oggi è tipica solo di alcuni grandi comuni. Serve anche la capacità di riconoscere e valorizzare il ruolo di soggetti esterni – società, enti, associazioni – che condividano interessi comuni e siano in grado di supportare i processi progettuali, soprattutto nella fase di costruzione dei partenariati.
Una competenza spesso sottovalutata è quella di comprendere che la partecipazione ai bandi non si limita alla realizzazione di un progetto fisico, ma richiede una visione più ampia: si tratta di calare le priorità dell’amministrazione all’interno di cornici progettuali europee. È un cambio di approccio importante, che richiede anche un investimento sulla crescita delle risorse umane interne. Partecipare ai bandi, quindi, significa anche creare un percorso di crescita interna e organizzativa che può restituire valore nel lungo periodo, a prescindere dall’esito del singolo progetto.
Per quanto riguarda il suo ruolo di presidente della Comunità di Valle, quali opportunità vede in un rapporto con l’Unione Europea? Ritiene che ci siano benefici possibili?
Al momento, non sono ancora riuscito a concretizzare iniziative legate all’Unione Europea nel mio ruolo di presidente della Comunità di Valle, principalmente a causa delle dimensioni molto contenute dell’ente e delle difficoltà legate alla carenza di personale. Tuttavia, riconosco che ci sono programmi europei estremamente interessanti, in particolare su temi sociali come l’invecchiamento attivo, che toccano da vicino le esigenze del nostro territorio. Si tratta di un ambito che sicuramente ci interessa e sul quale sarebbe importante avviare un percorso, magari anche in collaborazione con altri enti o soggetti territoriali, per superare i limiti strutturali attuali e cogliere le opportunità offerte dall’UE.