Gemellaggio tra Cles e Rutte: intervista al sindaco Ruggero Mucchi

I comuni di Cles e Reutte (Tirolo del Nord) hanno stipulato nel 2024 un gemellaggio. Ne parliamo con Ruggero Mucchi, Sindaco di Cles nel mandato 2020-2025, per comprendere origini, obiettivi e passaggi compiuti per costituire questo legame.

Data: Lunedì, 07 Aprile 2025

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Sindaco Mucchi, come è nata l’idea di avviare il gemellaggio tra il Comune di Cles e la città austriaca di Reutte?

L'idea di creare il gemellaggio è nata da una combinazione di motivazioni che, ad oggi, hanno portato a un risultato davvero positivo per entrambe le comunità. Da un lato siamo stati sollecitati direttamente dal Consorzio dei Comuni, in quanto Cles è un comune che ha esperienza nella gestione di gemellaggi, e questo ci ha spinto a considerare seriamente l’opportunità. Inoltre, Reutte desiderava un gemellaggio con un comune italiano che potesse offrire nuovi stimoli e una realtà diversa. L’Alto Adige, ad esempio, è troppo simile a Reutte, mentre Cles rappresenta una realtà più variegata, culturalmente più vicina, e con legami consolidati nel settore scolastico, soprattutto per quanto riguarda gli scambi linguistici. La seconda motivazione fondamentale è stata appunto il ruolo delle istituzioni scolastiche. Gli istituti tecnici di Cles e Reutte collaborano già dal 2013, condividendo una storia e un’identità simile, in particolare nel campo dell’industria metalmeccanica. Questo legame ha favorito la creazione di un gemellaggio che non fosse solo culturale, ma anche educativo e formativo per le nuove generazioni. A differenza di altri gemellaggi, come quelli con le città di Slawno (Polonia), Suzdal (Russia) e Chake Chake in Pemba (Tanzania), Reutte ha offerto un’opportunità di scambi diretti e più concreti. Questo ha permesso di valorizzare ulteriormente l’Euregio, che è una risorsa culturale molto importante per il nostro territorio.

Quali sono stati i risultati raggiunti finora grazie al gemellaggio e gli obiettivi ancora da raggiungere? 

Ad oggi, il gemellaggio si sta concretizzando in modo significativo. Abbiamo avviato collaborazioni anche con l’Istituto Comprensivo di Cles e il liceo, offrendo così nuove opportunità agli studenti di vivere esperienze internazionali. Questi scambi educativi stanno arricchendo il percorso formativo dei ragazzi in un contesto europeo, e ciò dimostra che l’origine e la natura del gemellaggio sono stati ben compresi dalle comunità coinvolte. Le scuole, infatti, sono e saranno sempre al centro di questo processo. E l’obiettivo principale è appunto che le associazioni locali e le scuole possano sviluppare e mantenere relazioni autonome, senza dover dipendere costantemente dall'intervento del sindaco o dell’amministrazione. Vogliamo che il gemellaggio evolva in un processo dinamico, che si alimenti e cresca in modo indipendente, grazie alla collaborazione tra i cittadini, le scuole e le realtà associative di entrambe le città.

Quali aspettative ha il Comune di Cles riguardo a questo gemellaggio?

Il Comune di Cles si aspetta che questo gemellaggio possa ulteriormente rafforzare i legami culturali, educativi ed economici tra le due città. L’obiettivo è favorire lo scambio di esperienze, conoscenze e buone pratiche, con il desiderio di crescere insieme. Vogliamo che questo legame non solo rimanga, ma si consolidi nel tempo, per il bene delle future generazioni.

Come avete affrontato il percorso di formalizzazione del gemellaggio?

Quando sono subentrato come sindaco, una delle prime cose su cui ho voluto focalizzarmi è stata la regolarizzazione di tutti i testi relativi ai gemellaggi istituiti intorno agli anni '90. Inizialmente, le relazioni tra Cles e le plurime realtà con cui siamo gemellati erano basate su un semplice documento di intenti, che pur essendo formale, non aveva però valore ufficiale. C’era bisogno di un processo formale, che includeva la compilazione di un format specifico, che di fatto costituisce un vero e proprio contratto. Questo contratto andava poi portato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per essere avallato ufficialmente.

Quali sono i principali punti previsti dall'accordo di gemellaggio?

Nell'accordo, si stabilisce che il gemellaggio non deve incidere sul budget nazionale, una condizione fondamentale per garantire che l’iniziativa non abbia un impatto negativo sui bilanci pubblici. Inoltre, si specifica che il gemellaggio ha una durata di 10 anni. Questo periodo di tempo permette di valutare insieme il percorso svolto, le complessità che sono emerse e i risultati ottenuti. Alla fine del decennio, si potrà decidere di rinnovarlo, eventualmente con più consapevolezza e nuove strategie, sulla base delle esperienze fatte. Inoltre, la regolarizzazione permette di avere una base più solida e trasparente per giustificare le risorse investite in questi rapporti internazionali. Non solo migliora la gestione amministrativa, ma assicura anche che l’impegno e gli investimenti siano ben documentati, creando una traccia chiara per il futuro e per eventuali revisioni o aggiornamenti dei termini del gemellaggio.

Quale ritiene che possa essere il ruolo delle amministrazioni comunali e delle comunità locali nel rafforzamento delle relazioni e nella promozione della cooperazione transfrontaliera nell'ambito dell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino?

I gemellaggi richiedono molta cura, attenzione e investimenti. Sono relazioni che vanno gestite con impegno, e per farlo è essenziale avere una struttura organizzativa pronta a supportare l’iniziativa. Un buon punto di partenza è la disponibilità dell’amministrazione comunale, dell’ufficio delle attività culturali, dei membri del consiglio e della giunta, inclusi quelli della minoranza, a collaborare attivamente. È fondamentale anche avere un gruppo di lavoro dedicato, che non deve essere necessariamente formale, ma deve essere coeso e motivato. Gli studenti, ad esempio, possono giocare un ruolo importante, specialmente se hanno legami con le scuole gemellate. Avere dei referenti per ogni gemellaggio è cruciale, in modo che il lavoro possa essere distribuito e monitorato in maniera efficace. Non si può avviare un gemellaggio con l’idea che una sola persona possa gestire tutte le relazioni; lasciarle decadere sarebbe peggio che rinunciare, se non si è consapevoli di non poter garantire una gestione adeguata.

In che misura i gemellaggi tra comuni dell'Euregio possono influire sul rafforzamento della cittadinanza europea e della partecipazione civica a livello locale?

Sebbene gestire un gemellaggio sia impegnativo, rappresenta anche un’opportunità eccezionale. I gemellaggi permettono ai cittadini di ampliare i propri orizzonti e di sviluppare una mentalità più aperta, contribuendo così al rafforzamento della cittadinanza europea e alla partecipazione civica a livello locale. Richiedono tempo per essere gestiti correttamente, ma portano molte soddisfazioni, sia sul piano personale che comunitario. I gemellaggi tra i comuni dell'Euregio, in particolare, sono una risorsa fondamentale per costruire una consapevolezza comune, che promuova una maggiore coesione e comprensione tra le diverse realtà locali. Questo è il vero cuore dell’Euregio: non sono le singole amministrazioni, ma le relazioni tra le popolazioni che contribuiscono a costruirlo. Il vero valore dei gemellaggi è nella capacità di costruire legami che vanno oltre le istituzioni e arrivano direttamente alle persone. È la collaborazione tra i cittadini, le scuole, le associazioni locali che fa crescere l'Euregio. Questi gemellaggi contribuiscono a creare un senso di appartenenza non solo alla propria città o regione, ma anche a un'identità più ampia, quella europea. Questo aiuta a sviluppare un forte senso civico, sia a livello locale che nell'ambito più vasto dell’Euregio.

Quello con Reutte non è l’unico dei gemellaggi che il Comune di Cles ha stretto. È nota la lunga storia di gemellaggio con la città di Slawno in Polonia, che continuate a coltivare assiduamente. Qual è il segreto per mantenere collaborazioni di lunga data?

La gestione dei gemellaggi richiede una mentalità aperta e una grande capacità di gestire le risorse con parsimonia, mettendo impegno nelle relazioni. Quando si decide di instaurare un gemellaggio, è fondamentale porsi l’obiettivo di gestire al meglio tutti i rapporti istituzionali. Questo implica porre particolare attenzione al mantenimento dei contatti e alla valorizzazione delle motivazioni che hanno portato a quel legame. Un gemellaggio è, infatti, un atto formale tra due enti istituzionali, e il sindaco ha la responsabilità di non trascurare né sottovalutare questo impegno. Tuttavia, una volta compreso il valore che i gemellaggi possono apportare, è spesso la comunità stessa, con i singoli cittadini e le associazioni, a proporre attività diversificate e iniziative di accoglienza reciproca. In questo processo, pur stando ai margini, i comuni e le amministrazioni devono essere sempre pienamente coinvolti.

Che consigli dareste ad altri comuni che vogliono avviare gemellaggi?

Il mio consiglio principale è di partire con una visione chiara e una volontà di impegno a lungo termine. Un gemellaggio non è un atto che può essere lasciato a sé stesso: necessita di cura, di attenzione e di un impegno continuo. È importante che le amministrazioni siano coinvolte fin dall’inizio, ma che non siano solo esse a gestire le attività. È fondamentale che anche i cittadini, le scuole e le associazioni locali si sentano parte attiva, proponendo idee e attività che possano arricchire il gemellaggio. Inoltre, la gestione delle risorse deve essere oculata, per evitare che gli impegni diventino troppo gravosi o difficili da sostenere. Un gemellaggio che si basa sul coinvolgimento reciproco e sull'impegno delle comunità ha più chance di durare nel tempo e di portare risultati concreti.

Le reti di relazioni fra amministrazioni e comunità locali sono incentivate dai programmi di finanziamento dell'Unione europea. Ad esempio, il programma CERV mira a promuovere i diritti, la partecipazione civica, l'inclusione sociale e l'uguaglianza, sostenendo anche i gemellaggi tra città europee. Come vede la possibilità di valorizzare i gemellaggi esistenti o di stringere nuove relazioni con altre municipalità partecipando a un progetto finanziato dall'Unione europea?

La possibilità di partecipare a progetti finanziati dall'Unione europea, come quelli offerti dal programma CERV, rappresenta un'opportunità molto interessante. In particolare, per i gemellaggi esistenti, questi fondi potrebbero essere utilizzati per rafforzare e sviluppare ulteriormente le relazioni già in atto, amplificando l'impatto degli scambi. Inoltre, il programma CERV potrebbe risolvere in parte il problema dei fondi, che spesso è un ostacolo per molti comuni. Grazie a questo tipo di finanziamento, sarebbe possibile attuare progetti che altrimenti potrebbero risultare troppo onerosi. CERV offre anche un supporto importante per la creazione di relazioni durature tra le amministrazioni e i cittadini delle diverse città, rendendo l’intero processo più sostenibile e strutturato nel tempo. È un'opportunità da cogliere. Infatti, abbiamo iniziato a strutturare formalmente questa opportunità con la Polonia, su richiesta loro, e probabilmente con una cittadina spagnola come terzo partner, sempre da legami che partono da relazioni già esistenti con le scuole. Tuttavia, è chiaro che c'è bisogno di strutturare meglio tutto questo processo. La Polonia, per esempio, ha una lunga esperienza nella gestione dei bandi europei, quindi sta gestendo gran parte del progetto, mentre noi dobbiamo ancora affinare alcune dinamiche per sfruttare appieno le opportunità offerte. Ma siamo sulla strada giusta.

Quale valore aggiunto ritiene che potrebbero derivare questi progetti europei per le comunità locali, e quale tipo di supporti sarebbero utili per un comune trentino che voglia entrare nella progettazione europea?

I progetti europei possono portare un grande valore aggiunto, sia a livello culturale che sociale. Essi favoriscono il rafforzamento della cittadinanza europea, la condivisione di buone pratiche e l’inclusione sociale, creando un senso di comunità che trascende i confini nazionali. Inoltre, offrono la possibilità di ottenere finanziamenti per iniziative che altrimenti potrebbero risultare difficili da realizzare. Per un comune trentino che vuole avvicinarsi alla progettazione europea, un supporto fondamentale sarebbe una maggiore informazione sulle opportunità esistenti. I comuni spesso non sono consapevoli delle possibilità offerte dai bandi europei, quindi le segnalazioni tempestive e precise sono cruciali. Ma non basta solo informarsi; bisogna anche essere pronti a seguire e gestire questi progetti con il giusto impegno. Un team dedicato alla gestione dei bandi e dei progetti sarebbe un altro supporto utile per garantire il successo delle iniziative.

Ultimo aggiornamento:Venerdì, 06 Giugno 2025