I nuovi strumenti finanziari a gestione concorrente per la politica di coesione economica, sociale e territoriale europea per il periodo di programmazione 2028-2034

Panoramica sui nuovi strumenti finanziari UE 2028–2034: un unico Fondo ombrello per coesione, agricoltura e sviluppo locale, verso una governance più integrata ed efficace.

Data: Giovedì, 20 Novembre 2025

Immagine: EU Commission
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PREMESSA

Come già rappresentato, la Commissione europea ha presentato le proprie proposte per il nuovo Bilancio dell’unione per il settennio 2028-2034 (Quadro Finanziario Pluriennale) il 16 luglio u.s.

Secondo queste indicazioni, soggette a dialogo interistituzionale ed approvazione finale nei prossimi mesi, il Bilancio dell’Unione dovrebbe ammontare a circa 2.000 miliardi Euro, ovvero pari al 1,15% del Reddito Nazionale Lordo complessivo, al netto delle rate di restituzione del debito contratto per le azioni di Next Generation EU (cioè per i diversi Piani nazionali di Ripresa e Resilienza).

La politica di coesione è collocata nella prima rubrica, che prevede una dotazione di 1.062.220 miliardi di Euro (di cui 168 miliardi riservati alle restituzioni del debito citato).

In questi stanziamenti saranno previsti tutti i fondi dell’Unione attuati da Stati membri e Regioni ricompresi in una UNICA STRATEGIA coerente definita attraverso i nuovi PIANI DI PARTENARIATO NAZIONALI E REGIONALI che ricomprenderanno sia le politiche di coesione sia la politica agricola.

All’Italia dovrebbero spettare complessivamente circa 86,6 miliardi euro per il proprio Piano.

Allo Stato centrale spetterà il compito di formulare una proposta di allocazione di queste risorse fra Regioni e Strategie (capitoli del piano nazionale).

Gli obiettivi generali e specifici della politica di coesione, assieme alla governance dei diversi strumenti di intervento sono stati delineati nella proposta formulata dalla Commissione nel “REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce il Fondo europeo per la coesione economica, sociale e territoriale, l'agricoltura e lo sviluppo rurale, la pesca e la politica marittima, la prosperità e la sicurezza per il periodo 2028-2034 e che modifica il regolamento (UE) 2023/955 e il regolamento (UE, Euratom) 2024/2509”.

Si tratterà di un nuovo FONDO OMBRELLO che andrà a regolare le politiche di coesione, agricole, migratorie (9 strumenti finanziari europei in tutto).

Utile in questa prima fase richiamare, a beneficio delle Amministrazioni locali, quelli che saranno gli obiettivi generali e specifici di tale Fondo.

 

OBIETTIVI

L’Articolo 2 della proposta di Regolamento introdotta indica gli obiettivi generali del Fondo.

In particolare, con la finalità generale di promuovere la coesione economica, sociale e territoriale, lo sviluppo sostenibile e la competitività dell'Unione, la sua sicurezza e la sua preparazione, il Fondo sarà chiamato a sostenere gli obiettivi generali seguenti:

(a) ridurre gli squilibri regionali nell'Unione e il ritardo delle regioni meno favorite e promuovere la cooperazione territoriale europea;

(b) sostenere un'occupazione di qualità, l'istruzione e le competenze e l'inclusione sociale e contribuire a una transizione socialmente equa verso la neutralità climatica

(c) sostenere l'attuazione della PAC (politica agricola comune) dell'Unione;

(d) sostenere l'attuazione della politica comune della pesca dell'Unione;

(e) proteggere e rafforzare la democrazia nell'Unione e affermare i valori dell'Unione.

Gli obiettivi generali enunciati sono perseguiti in tutte le regioni mediante numerosi obiettivi specifici (art. 3 della proposta). Di seguito si dettagliano solo quelli riferibili potenzialmente all’interesse delle Amministrazioni comunali tenendo conto che una quota non trascurabile di risorse sarà anche riservata allo sviluppo della capacità di difesa e la sicurezza dell'Unione in tutte le regioni.

A. favorire la prosperità sostenibile dell'Unione in tutte le regioni:

(i) promuovendo l'attrattiva dei territori per sostenere il diritto a rimanere, anche incoraggiando strategie per lo sviluppo integrato delle zone urbane e rurali, compreso il sostegno ai servizi e alle infrastrutture territoriali;

(ii) rafforzando la base industriale dell'Unione e catene di approvvigionamento resilienti e promuovendo un'industria manifatturiera sostenibile e competitiva, in particolare nei settori delle tecnologie a zero emissioni nette e delle materie prime critiche, con una particolare attenzione alla competitività delle piccole e medie imprese, integrando pienamente le ambizioni ambientali e climatiche per accelerare una transizione industriale pulita;

(iii) sostenendo una transizione giusta verso gli obiettivi dell'Unione per il 2030, il 2040 e il 2050 in materia di energia e clima, in particolare privilegiando il sostegno alla produzione di energia pulita e alle relative infrastrutture, promuovendo l'efficienza energetica e la decarbonizzazione, lo stoccaggio e la tecnologia dell'energia, sviluppando sistemi energetici intelligenti e reti interne di trasmissione e distribuzione e promuovendo un'economia circolare, garantendo che tutti i territori e tutte le persone possano contribuire alla transizione pulita e trarne vantaggio;

(iv) sostenendo la trasformazione digitale verso gli obiettivi del decennio digitale e gli obiettivi stabiliti nel programma strategico per il decennio digitale 2030, contribuendo in tal modo al conseguimento di un'Unione dotata di sovranità digitale, sicura e inclusiva, e promuovendo lo sviluppo e l'uso di tecnologie avanzate, tra cui l'IA, infrastrutture e servizi digitali sicuri e affidabili, competenze digitali di base e avanzate, servizi pubblici digitali e connettività TIC, affrontando nel contempo il divario digitale;

(v) sostenendo la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione, compresa la diffusione dell'innovazione in tutte le regioni;

(vi) sostenendo le misure, comprese le riforme, volte a far progredire l'Unione del risparmio e degli investimenti e a promuovere lo sviluppo di opzioni di finanziamento basate sul mercato;

(vii) sostenendo alloggi sociali e a prezzi accessibili;

(viii) potenziando le infrastrutture dei trasporti dell'Unione e contribuendo al completamento della rete transeuropea dei trasporti, migliorando nel contempo la connettività, la sicurezza e l'accessibilità per le zone remote, periferiche e meno connesse; sostenendo la transizione verde e digitale dei trasporti;

(ix) sostenendo il turismo, compresa la sostenibilità;

(x) sostenendo la gestione efficiente delle risorse idriche, la loro qualità e la resilienza idrica, la protezione dell'ambiente, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la resilienza ai cambiamenti climatici e migliorando la biodiversità, la qualità del suolo e le risorse naturali, promuovendo la circolarità, la bioeconomia e una più ampia efficienza delle risorse, rafforzando la prevenzione, il controllo e la bonifica dell'inquinamento, preservando e ripristinando la natura e migliorando la biodiversità e le risorse naturali, nonché promuovendo le soluzioni del nuovo Bauhaus europeo nell'ambiente edificato;

B. sostenere le capacità di difesa e la sicurezza dell'Unione in tutte le regioni (omissis)

C. accrescere la coesione sociale mediante il sostegno alle persone e il rafforzamento delle società e del modello sociale dell'Unione:

(i) sostenendo l'occupazione, la parità di accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque e di qualità e la mobilità professionale;

(ii) potenziando l'offerta di forza lavoro e migliorando l'istruzione e l'acquisizione permanente di competenze, in particolare promuovendo il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione;

(iii) favorendo le pari opportunità per tutti, sostenendo solide reti di sicurezza sociale, promuovendo l'inclusione sociale e contrastando la povertà e la mancanza di una fissa dimora, nonché sostenendo gli investimenti nelle infrastrutture sociali;

(iv) facilitando l'accesso ai servizi e alle infrastrutture associate, anche attraverso la modernizzazione, la digitalizzazione e il rafforzamento della qualità e della resilienza dei sistemi sanitari e dei servizi di assistenza all'infanzia e di assistenza a lungo termine;

(v) rispondendo alle sfide dei cambiamenti demografici in tutta l'UE, tra cui le carenze di manodopera e le disparità tra generazioni e regioni;

(vi) affrontando gli impatti sociali dell'inclusione delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dagli edifici e dal trasporto su strada.

 

D. Mantenere la qualità della vita nell'Unione:

(i) sostenendo un reddito più equo e sufficiente per gli agricoltori e la loro competitività a lungo termine, compresa la posizione degli agricoltori nella catena del valore;

(ii) contribuendo alla sicurezza alimentare a lungo termine;

(iii) accrescendo l'attrattiva e il tenore di vita, compreso l'accesso all'assistenza sanitaria, nelle zone rurali, offrendo condizioni di lavoro eque e promuovendo il ricambio generazionale; migliorando la preparazione degli agricoltori e la loro capacità di far fronte alle crisi e ai rischi; potenziando l'accesso alla conoscenza e all'innovazione e accelerando la transizione digitale e verde per un settore agroalimentare prospero;

(iv) garantendo la sostenibilità, la competitività e la resilienza del settore della pesca e dell'acquacoltura dell'Unione;

(v) rafforzando le pratiche di gestione sostenibile dell'agricoltura e della silvicoltura

 

E. Proteggere e rafforzare i diritti fondamentali, la democrazia, l'uguaglianza e lo Stato di diritto e affermare i valori dell'Unione:

(i) sostenendo e sviluppando ulteriormente società aperte, basate sui diritti, democratiche, eque e inclusive, anche sviluppando le capacità della società civile e delle parti sociali di promuovere i valori dell'Unione, l'educazione alla cittadinanza e la partecipazione dei giovani;

(ii) promuovendo e difendendo lo Stato di diritto mediante il rafforzamento dei sistemi giudiziari, dei quadri anticorruzione, del pluralismo dei media, dell'integrità delle informazioni, dell'alfabetizzazione mediatica e di un efficace sistema di bilanciamento dei poteri;

(iii) migliorando l'efficienza della pubblica amministrazione e la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e dei portatori di interessi a livello nazionale, regionale e locale;

(iv) promuovendo la cultura come catalizzatore dei valori europei e sostenendo un settore culturale vivace e diversificato.

 

La proposta di regolamento è orientata anche a rivedere specificamente il quadro complessivo degli strumenti di governance e di gestione dei fondi strutturali europei.

A questi aspetti saranno dedicati ulteriori approfondimenti.

Ultimo aggiornamento:Giovedì, 20 Novembre 2025