URBACT Action Planning 2026 vademecum: indicazioni operative per i Comuni interessati

Manuale operativo per costruire una rete URBACT e sperimentare soluzioni urbane innovative

Data: Lunedì, 11 Maggio 2026

Immagine: Copie de AN - Post - 1200x627
© Urbact - Licenza sconosciuta

È entrata nel vivo la nuova call URBACT dedicata alle Action Planning Networks (reti d’azione), uno degli strumenti più interessanti per i Comuni che vogliono trasformare strategie urbane in interventi concreti, condividendo esperienze e soluzioni con altre città europee.

Cos’è una Action Planning Network

Una Action Planning Network è un partenariato europeo tra città e altri soggetti pubblici che condividono una stessa sfida urbana e intendono affrontarla con un approccio operativo e collaborativo. L’obiettivo non è soltanto confrontarsi su buone pratiche, ma testare e implementare azioni concrete a partire da strategie o politiche già esistenti, lavorando insieme su un problema comune.

Le reti d’azione URBACT consentono ai partner di:

  • costruire su una strategia o un quadro politico già esistente;
  • partecipare a scambi transnazionali lungo tutto il ciclo di vita della rete;
  • utilizzare metodologie di co-creazione attraverso un approccio partecipativo con i gruppi locali URBACT;
  • affinare, implementare e monitorare azioni concrete;
  • beneficiare di attività di visibilità e comunicazione a livello europeo.

Perché candidarsi

La nuova call URBACT si rivolge ai Comuni che vogliono rafforzare la propria capacità amministrativa e sperimentare soluzioni innovative su temi urbani complessi, attraverso un percorso strutturato di cooperazione europea.

Partecipare a una rete d’azione consente di:

  • confrontarsi con partner europei che affrontano sfide simili;
  • testare strumenti e soluzioni in un contesto reale;
  • migliorare la governance locale attraverso approcci integrati;
  • coinvolgere cittadini, stakeholder e attori del territorio nella definizione delle soluzioni;
  • dare maggiore visibilità europea alle politiche locali.

Quali azioni possono essere sviluppate

Le reti d’azione URBACT finanziano attività orientate alla sperimentazione, all’attuazione e al miglioramento delle politiche locali.

Tra le azioni attivabili rientrano, ad esempio:

1. Sperimentazione di nuovi servizi o strumenti di policy

  • piattaforme digitali per la segnalazione di criticità di quartiere;
  • servizi pilota di mobilità temporanea, come biciclette cargo condivise per consegne locali.

2. Nuovi meccanismi di governance e coordinamento

  • task force interdipartimentali per coordinare misure di adattamento climatico;
  • nuovi format di governance partecipativa, come assemblee di quartiere o workshop di co-progettazione.

3. Interventi urbani temporanei e azioni tattiche

  • usi temporanei di spazi pubblici per attività culturali, sociali o comunitarie;
  • sperimentazioni leggere e reversibili nello spazio urbano.

4. Coinvolgimento della comunità e co-creazione

  • meccanismi di bilancio partecipativo per piccoli progetti locali;
  • laboratori civici e percorsi di innovazione urbana.

5. Capacity building e cambiamento organizzativo

  • sviluppo di nuovi strumenti di monitoraggio e indicatori di policy;
  • programmi pilota di formazione per il personale comunale;
  • sperimentazione di nuovi approcci di procurement con obiettivi sociali o ambientali.

6. Adattamento di pratiche trasferite da altre città

  • replicazione di modelli di governance locale;
  • adattamento di iniziative legate all’agricoltura urbana, alla sostenibilità o ai servizi di prossimità.

Durata e articolazione della rete

Una Action Planning Network ha una durata complessiva di 30 mesi e si articola in tre fasi:

  1. Candidatura
  2. Valutazione
  3. Realizzazione

Il percorso porterà i partenariati selezionati fino al 2029, con due anni e mezzo di lavoro per sviluppare, testare e consolidare le azioni previste.

Output attesi

Ogni rete dovrà produrre una serie di deliverable sia di rete sia di progetto, tra cui:

  • roadmap di implementazione;
  • communication plan;
  • incontri transnazionali di rete;
  • network journal;
  • articoli di disseminazione;
  • Action Playbook finale, quale principale output operativo della rete.

Si tratta di strumenti utili non solo per la gestione del progetto, ma anche per capitalizzare e trasferire i risultati.

Le principali novità del bando

La call introduce alcuni elementi di particolare interesse:

  • nuova tipologia di reti, orientate all’attuazione concreta delle azioni e non solo alla pianificazione o al trasferimento;
  • budget più elevato, fino a 1 milione di euro per rete;
  • assenza di vincoli di equilibrio geografico tra regioni più o meno sviluppate.

Chi può partecipare

Sono ammissibili:

  • città, comuni e paesi;
  • soggetti “non city” (massimo uno per partenariato), come:
    • università;
    • centri di ricerca;
    • autorità provinciali;
    • autorità di gestione.

Possono partecipare istituzioni provenienti da:

  • 27 Stati membri UE;
  • Svizzera;
  • Norvegia;
  • Paesi IPA;
  • Paesi NDICI (tra cui Ucraina e Moldavia).

Composizione del partenariato

Il partenariato deve rispettare alcuni requisiti precisi:

  • da 6 a 8 partner;
  • una Lead Partner City;
  • ciascun beneficiario può partecipare a un massimo di 2 reti approvate;
  • una sola città per Stato membro;
  • massimo 1 partner non-city;
  • almeno metà dei partner deve provenire da Stati membri dell’UE.

Criteri di valutazione

La valutazione delle proposte si concentrerà su cinque elementi principali:

  • rilevanza della sfida affrontata;
  • coerenza della proposta con gli obiettivi trasversali dell’UE;
  • qualità del partenariato;
  • qualità della metodologia e delle attività proposte;
  • qualità della gestione e del budget.

Per i Comuni interessati, sarà quindi essenziale costruire una proposta chiara, concreta e ben strutturata, con una forte coerenza tra sfida, partenariato, azioni e risultati attesi.

Indicazioni operative per i Comuni

Per prepararsi in modo efficace alla candidatura, gli enti interessati dovrebbero avviare fin da subito alcune attività preliminari:

  • individuare una sfida urbana concreta già inserita in strumenti di programmazione o strategie locali;
  • verificare la disponibilità di risorse interne per seguire il percorso progettuale;
  • attivare o rafforzare un gruppo locale multi-attore;
  • valutare possibili partner europei coerenti per tema e capacità;
  • definire con chiarezza il valore aggiunto europeo della proposta;

Il valore della call sta proprio nella possibilità di utilizzare URBACT come leva per rendere più efficaci politiche già avviate, rafforzandone impatto, governance e capacità di attuazione. Per i Comuni trentini, si tratta di una finestra concreta per sperimentare innovazione urbana in una dimensione europea.

è Per trovare partner e proposte di progetto attive si rimanda al Partner Search Tool del programma URBACT.

Ultimo aggiornamento:Lunedì, 11 Maggio 2026