È entrata nel vivo la nuova call URBACT dedicata alle Action Planning Networks (reti d’azione), uno degli strumenti più interessanti per i Comuni che vogliono trasformare strategie urbane in interventi concreti, condividendo esperienze e soluzioni con altre città europee.
Cos’è una Action Planning Network
Una Action Planning Network è un partenariato europeo tra città e altri soggetti pubblici che condividono una stessa sfida urbana e intendono affrontarla con un approccio operativo e collaborativo. L’obiettivo non è soltanto confrontarsi su buone pratiche, ma testare e implementare azioni concrete a partire da strategie o politiche già esistenti, lavorando insieme su un problema comune.
Le reti d’azione URBACT consentono ai partner di:
- costruire su una strategia o un quadro politico già esistente;
- partecipare a scambi transnazionali lungo tutto il ciclo di vita della rete;
- utilizzare metodologie di co-creazione attraverso un approccio partecipativo con i gruppi locali URBACT;
- affinare, implementare e monitorare azioni concrete;
- beneficiare di attività di visibilità e comunicazione a livello europeo.
Perché candidarsi
La nuova call URBACT si rivolge ai Comuni che vogliono rafforzare la propria capacità amministrativa e sperimentare soluzioni innovative su temi urbani complessi, attraverso un percorso strutturato di cooperazione europea.
Partecipare a una rete d’azione consente di:
- confrontarsi con partner europei che affrontano sfide simili;
- testare strumenti e soluzioni in un contesto reale;
- migliorare la governance locale attraverso approcci integrati;
- coinvolgere cittadini, stakeholder e attori del territorio nella definizione delle soluzioni;
- dare maggiore visibilità europea alle politiche locali.
Quali azioni possono essere sviluppate
Le reti d’azione URBACT finanziano attività orientate alla sperimentazione, all’attuazione e al miglioramento delle politiche locali.
Tra le azioni attivabili rientrano, ad esempio:
1. Sperimentazione di nuovi servizi o strumenti di policy
- piattaforme digitali per la segnalazione di criticità di quartiere;
- servizi pilota di mobilità temporanea, come biciclette cargo condivise per consegne locali.
2. Nuovi meccanismi di governance e coordinamento
- task force interdipartimentali per coordinare misure di adattamento climatico;
- nuovi format di governance partecipativa, come assemblee di quartiere o workshop di co-progettazione.
3. Interventi urbani temporanei e azioni tattiche
- usi temporanei di spazi pubblici per attività culturali, sociali o comunitarie;
- sperimentazioni leggere e reversibili nello spazio urbano.
4. Coinvolgimento della comunità e co-creazione
- meccanismi di bilancio partecipativo per piccoli progetti locali;
- laboratori civici e percorsi di innovazione urbana.
5. Capacity building e cambiamento organizzativo
- sviluppo di nuovi strumenti di monitoraggio e indicatori di policy;
- programmi pilota di formazione per il personale comunale;
- sperimentazione di nuovi approcci di procurement con obiettivi sociali o ambientali.
6. Adattamento di pratiche trasferite da altre città
- replicazione di modelli di governance locale;
- adattamento di iniziative legate all’agricoltura urbana, alla sostenibilità o ai servizi di prossimità.
Durata e articolazione della rete
Una Action Planning Network ha una durata complessiva di 30 mesi e si articola in tre fasi:
- Candidatura
- Valutazione
- Realizzazione
Il percorso porterà i partenariati selezionati fino al 2029, con due anni e mezzo di lavoro per sviluppare, testare e consolidare le azioni previste.
Output attesi
Ogni rete dovrà produrre una serie di deliverable sia di rete sia di progetto, tra cui:
- roadmap di implementazione;
- communication plan;
- incontri transnazionali di rete;
- network journal;
- articoli di disseminazione;
- Action Playbook finale, quale principale output operativo della rete.
Si tratta di strumenti utili non solo per la gestione del progetto, ma anche per capitalizzare e trasferire i risultati.
Le principali novità del bando
La call introduce alcuni elementi di particolare interesse:
- nuova tipologia di reti, orientate all’attuazione concreta delle azioni e non solo alla pianificazione o al trasferimento;
- budget più elevato, fino a 1 milione di euro per rete;
- assenza di vincoli di equilibrio geografico tra regioni più o meno sviluppate.
Chi può partecipare
Sono ammissibili:
- città, comuni e paesi;
- soggetti “non city” (massimo uno per partenariato), come:
- università;
- centri di ricerca;
- autorità provinciali;
- autorità di gestione.
Possono partecipare istituzioni provenienti da:
- 27 Stati membri UE;
- Svizzera;
- Norvegia;
- Paesi IPA;
- Paesi NDICI (tra cui Ucraina e Moldavia).
Composizione del partenariato
Il partenariato deve rispettare alcuni requisiti precisi:
- da 6 a 8 partner;
- una Lead Partner City;
- ciascun beneficiario può partecipare a un massimo di 2 reti approvate;
- una sola città per Stato membro;
- massimo 1 partner non-city;
- almeno metà dei partner deve provenire da Stati membri dell’UE.
Criteri di valutazione
La valutazione delle proposte si concentrerà su cinque elementi principali:
- rilevanza della sfida affrontata;
- coerenza della proposta con gli obiettivi trasversali dell’UE;
- qualità del partenariato;
- qualità della metodologia e delle attività proposte;
- qualità della gestione e del budget.
Per i Comuni interessati, sarà quindi essenziale costruire una proposta chiara, concreta e ben strutturata, con una forte coerenza tra sfida, partenariato, azioni e risultati attesi.
Indicazioni operative per i Comuni
Per prepararsi in modo efficace alla candidatura, gli enti interessati dovrebbero avviare fin da subito alcune attività preliminari:
- individuare una sfida urbana concreta già inserita in strumenti di programmazione o strategie locali;
- verificare la disponibilità di risorse interne per seguire il percorso progettuale;
- attivare o rafforzare un gruppo locale multi-attore;
- valutare possibili partner europei coerenti per tema e capacità;
- definire con chiarezza il valore aggiunto europeo della proposta;
Il valore della call sta proprio nella possibilità di utilizzare URBACT come leva per rendere più efficaci politiche già avviate, rafforzandone impatto, governance e capacità di attuazione. Per i Comuni trentini, si tratta di una finestra concreta per sperimentare innovazione urbana in una dimensione europea.
è Per trovare partner e proposte di progetto attive si rimanda al Partner Search Tool del programma URBACT.